Da dove provengono le vostre alghe?
F. MattierCondividere
Sembra proprio che sia stato scritto tutto sulle alghe in acquario!
Leggendo alcuni forum o social network, si potrebbe persino credere che l’acquariofilia consista soprattutto nel combattere le alghe. Alghe filamentose, alghe a pennello, acqua verde, persino cianobatteri che ne sono una forma primitiva… Ci strappiamo tutti i capelli per bandire queste creature diaboliche dai nostri acquari e stagni, con generalmente un risultato al massimo temporaneo, quasi sempre inesistente.
Un amico ricercatore mi diceva un giorno, mentre gli chiedevo della muffa che invadeva il mio prato: «L’unico modo efficace per liberarsi del problema della muffa è smettere di vederlo come un problema. È l’unica cosa che funziona.»
Lo stesso mi spiegava che chi pensa che bisogna eradicare le volpi per salvare le sue galline dovrebbe chiedersi perché odia tanto la natura, volendo eradicare invece di adattarsi ad essa.

Come arrivano le alghe nei nostri acquari?
È introducendo una pianta che ne porta? Le portano tutte, tranne le piante in vitro che vivono in una bolla sterile! E ne hanno persino bisogno per vivere, perché fanno parte del loro microbiota. Le piante sono coperte da centinaia di specie di batteri, virus, alghe, vari microbi e non potrebbero vivere normalmente senza di essi.
Bisogna scegliere: o l’ambiente sterile, o l’ambiente aperto.
L’ambiente sterile è un miraggio. Anche i laboratori sarebbero incapaci di concepirlo e mantenerlo a lungo.
Allora, mi direte, proviamo almeno a non introdurre troppe alghe pulendo con cura tutto ciò che entra nell’acquario!

Guardate questo giovane albero, che è stato potato.
Guardate com’è verde la sezione. Sono essenzialmente alghe. Sono poco presenti sulla corteccia, ma sono state ben nutrite sulla ferita della potatura. Nessun rapporto con il fatto che la corteccia non ne abbia ricevute.
Eh sì, le alghe sono ovunque, e nessuno ha inoculato queste alghe su questo albero. Sono arrivate da sole, con l’aria e la polvere. Milioni di spore.
Ora sappiamo che, in un solo grammo di suolo prelevato in superficie, si contano diverse centinaia di specie diverse di alghe! Non lo sapevamo, ma il sequenziamento del DNA ad alto rendimento lo ha recentemente rivelato. Conosciamo meno del 5% di queste specie! Le loro spore sono trasportate dal vento e sono ovunque nell’aria, a milioni.

I nostri acquari, a meno che non siano ermeticamente chiusi e quindi sterili, sono anch’essi inoculati ogni giorno dall’aria ambiente da almeno decine di specie di alghe. La vita è ovunque, ed è molto più forte dei nostri sogni di controllo!
Voler evitare di introdurre alghe è vano. Anche l’acqua del rubinetto ne contiene. Non molte, ma sempre un po’.

Riempite una bottiglia con quest’acqua che credete priva di vita, chiudetela e mettetela al sole: prima o poi vedrete apparire cianobatteri, alghe unicellulari in sospensione (acqua verde) e forse presto anche filamentose!
E se fosse quindi normale?
E se le alghe avessero una funzione?

Se è inutile non volerne alcuna, si possono invece limitarle favorendo le piante a crescita rapida. L'elodea, l'Egeria najas, il ceratofillo, la vallisneria e molte altre privano le alghe di cibo tanto sono voraci.
Non usate alcun fertilizzante: queste piante consumano le risorse e rallentano la loro crescita quando l’acqua è diventata povera. Tanto meglio: le alghe sono in carenza!
Personalmente, ho preso l’abitudine di rimuovere di tanto in tanto le alghe filamentose o le varie cladophora a mano. È piacevole da fare, veloce, naturale, e molto meno lungo e sporchevole che cambiare il filtro ogni mese!
Evitate a tutti i costi gli algicidi. Eliminare il problema uccidendo le alghe non farà che squilibrare l’insieme, spostare il problema e soprattutto introdurre una molecola biocida tossica.

Tollerare, limitare, osservare, pazientare.
Con la natura, solo il compromesso funziona a lungo termine.
I vostri pesci, invece, se ne fregano.
Le vostre lumache se ne deliziano.
La vostra micro-fauna e i vostri avannotti si nascondono lì.
Le vostre piante non sono indenni?
Pensate dunque al giovane albero nella foto, al vecchio albero coperto di licheni, e persino alla vostra pelle coperta da un microbiota (inclusi numerosi acari!) di cui non potrebbe fare a meno.
La vita è splendida nella sua complessità. È ovunque.
Coltiviamo i nostri acquari come il saggio coltiva il suo giardino: senza intransigenza.
5 commenti
Dans “le Milieu”, il semblerait bien que l’on juge ton degré de compétence en fonction des algues qui colonisent tes aquariums… le regard des autres peut influencer notre obstination à les contrôler mais il faut comprendre aussi la fierté qu’apporte un bac “propre”. Mais j’ai récemment vu une vidéo anglophone d’une femme qui présentait les Cory Paleatus dans un bac assez comiquement “pourri” d’algues (mais beau et sans doute en bonne santé). Et bien comparée à tant de Youtubeurs, sa simplicité, sa fraîcheur, son absence total de complexe m’a terriblement ému ! Elle serait passée complètement inaperçue sans l’état de son bac…
On cherche à les éviter, à les supprimer, à les contrôler, à les limiter… A la rigueur on les tolère… Y a-t-il d’autres personnes que moi qui aiment les algues ? Qui recherchent l’aspect naturel et mystérieux qu’elles apportent ? La première photo de l’article, par exemple, est magnifique :-)
Merci pour ces articles qui sont toujours très agréables à lire.
Comme toujours un article intéressant qui nous fait voir les algues autrement. Depuis que je vois l’aquariophilie différemment, je ne change que 10% de l’eau toute les 2semaines, je nourris mes bettas imbellis qu’avec pratiquement du vivant et ils sont redevenus sauvages. Je n’interfère presque pas et ceux grâce à vos blogs et produits. Je laisse la nature faire et c’est un régal d’observer ça de son fauteuil. Merci Mattier
Article très intéressant et, surtout, pédagogique. À vouloir maîtriser la nature, l’être humain ne fait qu’apporter des problèmes que mère nature se passerait bien volontier.
Laissons-la faire ce qu’elle fait de mieux, que nous, sans que l’on se sente obligé d’y mettre le désordre. À vouloir toujours faire mieux, on en oublie, trop souvent, l’essentiel.
Ah !! C’est bien que ça soit dit. Le nombre de fois où sur facebook je lis des bêtises du genre “il ne faut pas mettre X ou Y, ça va ramener des algues”…. Euh, les algues sont déjà là. Soit elles se plaisent car elles ont de quoi se nourrir, et donc tu les vois, soit non, et donc tu ne les vois pas. Mais elles sont là ne t’inquiète pas pour ça.