Calura, acquari, stagni e fauna selvatica
F. MattierCondividere
E se gli appassionati di acquari avessero soluzioni per affrontare le conseguenze del riscaldamento climatico?
E se le mettessimo al servizio di una biodiversità che soffre come mai prima d’ora?
Le temperature registrate negli ultimi giorni sono allarmanti.

In un appartamento troppo caldo, un acquario diventa presto troppo caldo e i mezzi per limitare il fenomeno raggiungono rapidamente i loro limiti.
Lo stesso vale per un bidone-vasca installato imprudentemente in pieno sole. Le pareti esposte a sud riscaldano l’acqua su tutta la sua altezza.
Una soluzione relativa è ombreggiare le pareti, per esempio con canne, cartoni, un vecchio tappeto...
Calura meno grave in stagno
I pesci e gli altri abitanti non hanno dove rifugiarsi, salvo in caso di bidone-vasca semi-interrato o interrato, in cui il fondo resta meno caldo della superficie.

In stagno si ritrova l’effetto naturale di limitazione del calore.
Nessuna parete esposta al sole, il fondo e i bordi sono sotto il livello del terreno e conservano relativamente un po’ di frescura.
Più lo stagno è profondo, più la differenza di temperatura con la superficie è netta.
Le piante acquatiche o palustri vi offrono ombra.
Ci troviamo in una situazione nuova: i nostri acquari ospitano pesci tropicali... e ora soffrono il caldo!
Noi, appassionati di acquari, possiamo agire!
Questo deve spingerci a riflettere sulla sofferenza della nostra fauna locale, che affronta temperature che anche i pesci tropicali possono temere.

Questa ondata di calore è arrivata a fine primavera, mentre molti animali hanno ancora cucciolate o covate. La maggior parte delle pozze temporanee, che costituiscono la maggioranza delle pozze in Europa, sono asciutte da settimane.
La mortalità degli individui indeboliti dalla calura diventa importante.
Siamo appassionati di acquari e la natura è qualcosa che ci parla.
Ma soprattutto, possediamo una competenza e una passione di cui la natura ha bisogno: quella dell’acqua!
Dare acqua, salvare vite
Chi di noi ha già iniziato a rivolgersi al proprio balcone o giardino per creare micro-ecosistemi acquatici non ha potuto che notarlo: la fauna selvatica vi si affolla.
Ogni settimana mi mandate foto e video delle vostre pozze d’acqua, e si vedono uccelli, insetti o piccoli mammiferi che vi si alternano, soprattutto di notte.
Avere accesso a un po’ d’acqua durante la calura fa la differenza tra la vita e la morte per la maggior parte degli animali.
Una semplice ciotola d’acqua posta su un balcone salverà centinaia di insetti e qualche uccello.

Una “pozza” sistemata in giardino basta a porre fine alla sofferenza di decine di giovani uccelli appena usciti dal nido in questa stagione.
Di notte, il riccio del quartiere vi troverà ciò che gli serve per sopravvivere.
In città come in campagna, spesso è impossibile per un animale trovare qualche litro d’acqua per abbeverarsi, sopravvivere, allattare i piccoli.
Facciamo micro-pozze!
Un buco sistemato in un angolo d’ombra con qualche colpo di vanga, sul fondo del quale si stende una semplice copertura di plastica (un sacco della spazzatura non bucato può bastare), e avrete un micro-punto d’acqua!

Metteteci qualche animaletto per dargli vita (Asellidi? Dafnie? Ostracodi?) o qualche ciuffo di elodea o di Ceratofillo, assicuratevi di mantenerlo pieno d’acqua…
Pensate soprattutto, se supera i 10 cm di profondità, a immergervi un pezzo di legno o delle pietre a filo d’acqua per evitare che animali imprudenti anneghino
Una lucertola, una toporagno o un riccio potrebbero averne bisogno per raggiungere il bordo.
Questa semplice pozza può salvare centinaia di vite durante l’estate. Se non si secca mai, molti insetti vi deporranno le uova, tra cui la libellula. Lei, ma anche le sue larve predatrici, vi proteggeranno dalle zanzare.

Una piccola telecamera posta vicino a quest’oasi vi mostrerà al mattino presto l’attività notturna, a volte inattesa. Uno scoiattolo in piena città, una faina o una martora, a volte la discreta donnola!
Come nella savana, predatori e prede si alternano per abbeverarsi.
Un gesto davvero efficace
Nel momento in cui comprendiamo quanto la biodiversità sia in pericolo, ciascuno di noi può compiere un gesto che avrà conseguenze reali e significative. Bere una sola volta può porre fine all’agonia programmata di un animale.
Iniziate in piccolo, e fatelo senza grandi ambizioni.
Scoprirete la gioia del contatto con la fauna selvatica, anche in piena città. Un pettirosso che viene a bagnarsi è uno spettacolo gioioso.

La biodiversità ha bisogno d’acqua. Le pozze scompaiono a una velocità drammatica in Francia. I terreni si cementificano, le pozzanghere e le orme diventano rare e secche.
Un giardino senza punto d’acqua si priva di una ricchezza di vita incredibile. I rospi tornano con un semplice piccolo stagno, le libellule lo individuano subito, la frescura intorno si fa sentire. Tutti i cicli che hanno bisogno della presenza d’acqua riappaiono, e sono numerosi.

Lasciate perdere i prati impeccabili.
Fate dei buchi.
Dare acqua alla natura e fate vivere quest’acqua.
Piantatela, fatele ombra, osservatela, vegliate su di essa.
Diventate il luogo preferito della natura circostante!
E questa avventura acquariofila, iniziata spesso con un povero pesce rosso nella nostra infanzia, porterà a salvare queste vite di cui tutti abbiamo bisogno.
6 commenti
Perso je ne suis pas fan des caméras made in china qui finiront à la poubelle m, tôt ou tard.
J’ai également 2 bassins 2000 et 50 litres en région parisienne et effectivement les rendez-vous de toutes natures s’y succèdent pour leurs besoins et ma plus grande joie ( hormis les hérons… )
J’ai également 2 bassins 2000 et 50 litres en région parisienne et effectivement les rendez-vous de toutes natures s’y succèdent pour leurs besoins et ma plus grande joie ( hormis les hérons… )
Voilà un plaidoyer plien de bon sens et de vérité ! J’ai abandonné une piscine hors sol mais sen la vidé. Il a fallu 2 ans pour que l’eau se purge des produits chimiques. Aujourd’hui l’eau est verte et pleine de bestioles. L’année dernière j’ai eu l’immense surprise de découvrir des tritons et des grenouilles qui ont dû escalader 1m de lierre et autres plantes pour venir s’installer.
J’avoue, à cause des chaleurs, avoir envisagé de la vidé et de la rendre à sa fonction première. Je n’ai jamais pu m’y résoudre et mon fils de 13 ans préfère avoir chaud plutôt que de ce privé du spectacle.
Sa ne là pas empêché de dire par la suite que l’idéal serait d’avoir une deuxième piscine :)
PS: je suis très surpris car j’habite à vingt mètres de l’Oise. Ce point d’eau n’est donc pas vital pour la faune et la flore locale…
Bravo pour ce post 👍. Je conçois des jardins naturel en appliquant des principes de l’hydrologie regénératives et la mare fait partie intégrante de mes réalisations… Un point d’eau dans un jardin fait toute la différence et apporte une dimension insoupçonnée, comme vous l’avez très bien décrit ici .. Faite des mares, c’est facile, accessible et bénéfique pour tout le monde 🌱💪☀️