Bassins : c’est reparti !

Vasche: si ricomincia!

F. Mattier

Certo, dipende dalle regioni.

Certo, ci saranno ancora gelate, forse anche neve.

Ma la primavera è davvero arrivata e risveglia già le nostre pozze e i nostri stagni.

 

Mentre la terra si riscalda lentamente in superficie, gli ambienti acquatici fanno il contrario: il fondo è rimasto senza gelo, generalmente tra i 5 e gli 8 gradi a seconda della profondità.

È così che i nostri pesci rossi e le nostre carpe sono riusciti a sopravvivere.

Perché sotto il ghiaccio a volte spesso, l’acqua è rimasta sempre più tiepida man mano che la profondità aumentava.

Le rane, che hanno passato l’inverno nel fango dello stagno, al riparo dal gelo, cominciano timidamente a uscire. Già ora catturano i primi insetti che sfiorano la superficie per deporre le uova nell’acqua. Chironomi e Chaoborus sono già attivi, nelle giornate soleggiate di marzo, e costituiscono il primo cibo per i predatori che si risvegliano, tra cui i nostri pesci.

 

Se si è molto attenti, si scorgono talvolta, sul fondo dello stagno, a filo delle foglie morte che si decompongono, le prime colonie di dafnie. Si stanno moltiplicando proprio in questo momento nei pochi centimetri del fondo, dove la vita rinasce, offrendo loro già qualche batterio e talvolta rare alghe planctoniche.

I pesci non sono ancora abbastanza attivi per eliminarle, ma la loro prossima abbondanza farà scattare la deposizione delle uova dei nostri pesci.

Sono le dafnie che, sul fondo degli stagni e delle pozze, annunciano davvero la primavera, offrendo a tutta la catena alimentare nascente il suo primo anello, essenziale.

 

Non filtrare, non usare la pompa, significa permettere a questo ordine naturale, ancora sottile e impercettibile, di svolgersi. Non lasciamo che la nostra ossessione umana per la pulizia sterilizzi i nostri stagni!


 

La riproduzione degli asellidi è avvenuta molto prima, e centinaia di individui piccolissimi hanno sostituito la generazione precedente. Sono quasi invisibili, ma sono ovunque sotto le foglie, sul minimo scarto vegetale, in attesa dell’arrivo delle alghe di cui si nutriranno durante la stagione.

 

 

Essendo molto attenti e osservatori, vedrete ai bordi dello stagno le salcerelle, che sembravano morte, germogliare alla base. Quest’estate, i loro splendidi spighetti di fiori supereranno il metro!

 

La menta acquatica, invece, è già ben sviluppata: i suoi steli striscianti si sono allungati e hanno già formato germogli verticali di qualche centimetro. Anche qui, più sono sott’acqua, più sono avanti! Sempre quella tiepidezza che viene dal fondo...

L’iris palustre, di cui era rimasto solo il rizoma, rinasce anch’esso. Sta spuntando le prime foglie verde tenue. Anche lui prenderà spazio, crescendo anno dopo anno.

 

L’inerzia termica dell’acqua è molto forte. Sono metri cubi (e quindi tonnellate) d’acqua che hanno conservato abbastanza calore per sfruttare fin da ora la luce del sole. Gli ecosistemi acquatici sono quindi in vantaggio, mentre la terra in superficie esce a fatica dalle ultime gelate e fatica a riscaldarsi.


E se non avete ancora uno stagno, createvelo! Create anche, se preferite, semplici pozze, piccole o grandi, e farete la vostra parte per la conservazione di una biodiversità molto fragile. Un semplice punto d’acqua ben vivo, e saranno rane, libellule, ricci e tanti altri animali, non solo acquatici, a beneficiarne. Questi specchi d’acqua modereranno le temperature intorno a loro, sia nel caldo che nel freddo, grazie alla loro inerzia termica.

Porteranno un’umidità ambientale benefica all’orto o vicino a una siepe fiorita.

 

 

Appassionati di acquari, noi che amiamo e comprendiamo gli ecosistemi acquatici, creiamoli ovunque. La natura ne ha sempre più bisogno.

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