Aquarium : quel volume choisir ?

Acquario: quale capacità scegliere?

F. Mattier

Quante popolazioni di pesci per un acquario di quale dimensione?

 

È una domanda ricorrente, a cui non c’è una risposta semplice.

E, come sempre con le questioni complicate, esistono dogmi semplici, perfettamente errati, ma che permettono di far finta di avere una risposta!

 

Da giovane acquariofilo (quindi molto tempo fa!), ho imparato, come tutti, LA regola: «un centimetro di pesce per un litro».

Ha alcune varianti, come sottrarre al calcolo del volume d’acqua quello del substrato e una margine per il livello di riempimento, ma nel complesso, è l’unica regola chiara che si impone al principiante che pone la domanda.

 

Tuttavia, non ha assolutamente alcun senso.

Perché si basa su un criterio che non ha alcuna pertinenza: la lunghezza del pesce.

 

 

Infatti, la lunghezza del pesce non determina affatto il suo metabolismo: né i suoi bisogni di ossigeno, né di cibo, né di filtrazione, né di purificazione dell’acqua, né il volume delle sue escrezioni (escrementi, CO2…).

Ciò che determina meglio il metabolismo di un animale è il suo peso vivo.

 

 

Un simpatico danio (il famoso «pesce-zebra») misura 4 cm e pesa 0,5 grammi.

Mentre un pesce rosso medio misura 10-15 cm per… 100 grammi (lo scandalo dei pesci rossi)!

Il pesce rosso è 3 volte più lungo, ma 200 volte più pesante.

E quando raggiunge i 45 cm, da adulto, pesa 2,5 kg, cioè solo 11 volte la lunghezza di un danio, ma 5.000 volte il suo peso!

Metteremmo un pesce rosso di 45 cm in un acquario di 45 litri?

 

 

Negli allevamenti ittici, una filtrazione potentissima e una forte ossigenazione permettono concentrazioni di pesci impressionanti. Con un livello di benessere probabilmente disastroso (felicità del pesce e benessere animale).

 

Il dogma più diffuso nell’acquariofilia è quindi falso.
Non permette nemmeno di avvicinarsi a una qualche realtà. Non corrisponde a nulla, se non all’idea di chi lo ha diffuso all’inizio.

 

Al contrario, se si prende il problema da un altro punto di vista, si può cercare di affidarsi alle condizioni naturali delle specie.
Per un pesce territoriale, di fondo o molto nuotatore, la superficie ha più senso del volume.
Ma soprattutto, un pesce in libertà dispone di diversi metri cubi d’acqua per sé. La densità di popolazione naturale è molto bassa, si hanno migliaia di litri per pesce.

E questo non è immaginabile nel vostro salotto!

 

Bisognerà quindi fare un compromesso.

Tra l’ideale di 10.000 litri per guppy e la evidente costrizione dei metri quadrati dei nostri appartamenti.

Il mio sogno, mai realizzato, era un acquario infinitamente lungo, non necessariamente profondo, che ospitasse pesci come il letto di un fiume, i cui tratti sono a turno piantati, liberi, sabbiosi o profondi, scuri poi luminosi. Popolato, soprattutto, da specie molto piccole (platy variatus : pesce robusto in acquario).

Insomma, un acquario così lungo da percorrere per il pesce, rispetto alla sua dimensione, che quasi dimentica la cattività.

 

Alcuni hanno risolto questo con la cura dei gamberetti, che nuotano poco e passano la loro vita in poco spazio. È una soluzione.

 

 

 

Altri (e siete qui sempre più numerosi), hanno creato acquari senza pesci, ospitando tutte le bestioline possibili, dalla microfauna appassionante alle chiocciole, passando per i Verme nero di fango e gli asellidi! (il fenomeno degli acquari senza pesci)

Giardini acquatici che offrono al salotto una luce soffusa, dove succede sempre qualcosa, e dove la dimensione conta poco, poiché i suoi abitanti sono minuscoli!

la chiave della riproduzione dei pesci) e assicurarsi che la temperatura dell’acqua sia adatta (quale temperatura per un acquario?).

Infine, per assicurarsi che rimangano in piena forma, è utile conoscere il loro ritmo naturale e il loro sonno (sonno pesci: dormono?), e sapere che i pesci possono mangiare alcuni alimenti senza rischio (i pesci possono mangiare senza rischio i tubifex?).

E se, per alcune specie, volete evitare i problemi legati ai pesci rossi, è meglio conoscere le precauzioni da prendere (porre fine al pesce rosso in casa).

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4 commenti

cela a mis 15 jours, mais je renonce progressivement à m’amuser avec un betta, sauter dans un cercle , gratouilles sur mes doigts, de l’anthropomorphisme à donffe, ce sera un bac sans poisson! merci de me faire évoluer, mais je ne garantie rien si je m’ennuie (deuxième bac betta)

Niquet

Bonjour
Une petite remarque de matheux : si un poisson est deux fois plus long qu’un autre et qu’ils ont les mêmes proportions, alors il est aussi deux fois plus large et deux fois plus haut : il est donc 2×2×2 = 8 fois plus gros. La règle du cm/l ne peut être que fausse, il faudrait une règle du cm3/l :-) Cet article explique très bien qu’elle ne serait pas géniale non plus, juste “un peu moins pire”…

Merci pour ces pages toujours agréables à lire !

Pierre

Nous avions donc le même rêve : un bac d’une longueur impossible et un banc de micros poissons en faisant le tour à l’infini ! Je rêve de ce bac qui ferait le tour de mon appartement, en spirales !
On a toujours le droit de rêver, non ?
Merci Mattier !

Aude

Bonjour, du coup il n’y a pas de réponse à la question du titre de l’article ? 😊
Je suis d’accord que cette règle du cm/l n’a aucun sens, elle ne tient pas compte non plus du comportement du poisson ( grand nageur ou sédentaire ). Mais il faut bien une base de “calcul” pour essayer de limiter les dégâts.
Aquariophile pendant plus de 40 ans ( ayant eu une fishroom de 24 bacs et volume total de plus de 5000l ) j’adhère de plus en plus à l’idée du bac low tech sans poissons pour des raisons éthiques écologiques ( maltraitance des poissons dans les élevages, prélèvements dans la nature et destruction de celle ci) et économiques ( consommation d’eau et d’électricité) je compte monter un tel bac prochainement surtout depuis que j’ai vu celui de mon fils qu’il a depuis 5 ans. Pas de poissons mais plein de bestioles à observer. Une micro mare de 64l c’est génial à voir

Royer Pascal

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